⚖️ Questa non è consulenza fiscale. È una guida informativa basata su fonti ufficiali, ma ogni situazione personale è diversa: prima di compilare la dichiarazione, verifica sempre la tua posizione con il tuo commercialista o con un CAF.
📌 In sintesi
Se sei residente fiscale in Italia e hai un conto presso una banca o un istituto di moneta elettronica con sede all'estero, scattano due possibili obblighi, indipendenti tra loro: il monitoraggio fiscale (quadro RW del Modello Redditi, o quadro W del 730) se il saldo ha superato 15.000€ anche per un solo giorno nell'anno, e l'IVAFE — un'imposta fissa di 34,20€ — se la giacenza media annua ha superato 5.000€. Sotto entrambe le soglie, per il conto non devi dichiarare nulla. Attenzione però al punto che quasi tutti sbagliano: non conta l'IBAN, conta la sede dell'istituto — e oggi N26, Revolut e Trade Republic con IBAN italiano non sono più "conti esteri", mentre Wise e Satispay sì.
Cos'è il monitoraggio fiscale e perché esiste
L'Italia tassa i propri residenti fiscali sui redditi ovunque prodotti nel mondo (il principio della worldwide taxation). Per rendere questo principio applicabile, il legislatore ha introdotto con il D.L. 167/1990 il cosiddetto monitoraggio fiscale: chi detiene attività finanziarie all'estero — conti correnti, depositi, investimenti — deve comunicarlo nella dichiarazione dei redditi, anche quando quelle attività non producono alcun reddito. Non è una tassa in sé: è una comunicazione. Le imposte collegate (IVAFE sui conti, imposta sostitutiva sugli interessi) sono obblighi ulteriori e separati.
Aprire un conto all'estero è perfettamente legale, e con le fintech è diventato normalissimo: il punto è solo dichiararlo quando previsto. E se stai pensando "tanto come fanno a saperlo?", la risposta è: lo sanno già. Dal 2017 è attivo il Common Reporting Standard (CRS) dell'OCSE, lo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali: banche e istituti di moneta elettronica esteri trasmettono ogni anno all'Agenzia delle Entrate i saldi e i movimenti dei conti intestati a residenti italiani. Su questi dati l'Agenzia ha costruito un sistema di lettere di compliance: se dai dati CRS risulta un conto estero che non hai dichiarato, arriva una comunicazione con invito a regolarizzare. Il vecchio "nessuno lo saprà mai" non esiste più da anni.
Quando serve dichiarare: le due soglie
Per i conti correnti e i depositi esteri le soglie sono due, e misurano cose diverse:
- Soglia di monitoraggio — 15.000€ di picco massimo. Se il saldo del conto ha superato 15.000€ anche per un solo giorno nel corso dell'anno, scatta l'obbligo di compilare il quadro RW (art. 4 del D.L. 167/1990, come modificato dalla L. 186/2014). Conta il picco giornaliero massimo: non il saldo al 31 dicembre, non la media.
- Soglia IVAFE — 5.000€ di giacenza media annua. Se la giacenza media annua supera 5.000€, è dovuta l'IVAFE in misura fissa di 34,20€ per conto (art. 19 del D.L. 201/2011) — lo stesso importo del bollo sui conti italiani. La soglia si calcola per istituto: due conti da 3.000€ di media presso la stessa banca estera fanno 6.000€, e l'IVAFE è dovuta su entrambi.
I due obblighi sono indipendenti. Le quattro combinazioni possibili:
| Picco massimo nell'anno | Giacenza media annua | Cosa devi fare |
|---|---|---|
| ≤ 15.000€ | ≤ 5.000€ | Nulla: nessun obbligo per il conto |
| ≤ 15.000€ | > 5.000€ | Quadro RW/W solo per l'IVAFE (34,20€) |
| > 15.000€ | ≤ 5.000€ | Quadro RW/W solo monitoraggio (casella dedicata, nessuna imposta) |
| > 15.000€ | > 5.000€ | Quadro RW/W: monitoraggio + IVAFE |
Dove si dichiara. Storicamente serviva il quadro RW del Modello Redditi PF, anche per chi faceva il 730 (con la scomodità di dover integrare). Dal 2024 il problema è risolto: il Modello 730 include il quadro W, equivalente al quadro RW, e per i redditi collegati il quadro M. Chi fa il 730 può quindi assolvere tutto senza toccare il Modello Redditi.
E i redditi prodotti dal conto? Sono un obbligo separato dal monitoraggio. Gli interessi attivi maturati su un conto estero vanno dichiarati nel quadro RM del Modello Redditi (o quadro M del 730) e scontano l'imposta sostitutiva del 26%; le plusvalenze da investimenti detenuti presso intermediari esteri vanno nel quadro RT. Compilare il solo quadro RW non "copre" anche i redditi: sono due adempimenti distinti, e ometterne uno è una violazione autonoma.
Come si compila il quadro RW, passo-passo
Vediamo la compilazione concreta per il caso più comune: un conto corrente estero di proprietà, intestato a una sola persona. Le colonne citate sono quelle del quadro RW del Modello Redditi PF 2026 (il quadro W del 730 ricalca la stessa struttura): per l'anno d'imposta successivo verifica sempre le istruzioni ufficiali del modello, che l'Agenzia delle Entrate pubblica insieme ai modelli dichiarativi.
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Verifica che il conto sia davvero "estero"
Il criterio non è il prefisso IBAN ma la sede dell'istituto che detiene i fondi, che trovi nell'intestazione del contratto. Un conto aperto tramite una succursale italiana di una banca estera (es. N26 o Revolut con IBAN IT) è un conto italiano: niente quadro RW. Trovi il dettaglio servizio per servizio più sotto. -
Recupera i dati dall'estratto conto
Ti servono: saldo iniziale (1° gennaio o data di apertura), giacenza media annua, picco massimo raggiunto, saldo finale (31 dicembre o data di chiusura). Molte fintech forniscono la giacenza media su richiesta o da app; in mancanza, si calcola come media dei saldi (la prassi comune usa i saldi di fine mese). -
Compila il rigo del quadro RW
Le colonne principali per un conto corrente di proprietà: colonna 1 — codice titolo di possesso:1(proprietà); colonna 3 — codice individuazione bene:1(conti correnti e depositi esteri); colonna 4 — codice dello Stato estero dalla tabella ufficiale in appendice al modello (es. Belgio009, Lussemburgo092, Germania094, Lituania259); colonna 5 — quota di possesso (100 se intestato solo a te); colonne 7 e 8 — valore iniziale e valore finale (per il valore finale le istruzioni indicano la giacenza media annua; la prassi accetta il saldo al 31/12 se non inferiore). -
Gestisci il caso "solo monitoraggio"
Se hai superato i 15.000€ di picco ma non i 5.000€ di giacenza media, l'IVAFE non è dovuta: barra la colonna 16 ("Solo monitoraggio") e il rigo si chiude senza imposte. -
Calcola l'IVAFE se dovuta
34,20€ per conto, rapportati alla quota di possesso e ai giorni di detenzione (colonne 29-30). Un conto cointestato al 50% per tutto l'anno paga 17,10€ a testa. -
Collega gli eventuali redditi
Nella colonna 14 indichi il quadro reddituale collegato: codice2se il conto ha prodotto interessi dichiarati nel quadro RM, codice5se non ci sono redditi da dichiarare.
"Se il conto è cointestato, occhio alla regola meno intuitiva di tutte: ciascun cointestatario indica l'intero valore del conto (non la propria metà), specificando la percentuale di possesso nella colonna 5. E le soglie IVAFE si valutano sulla propria quota, mentre le sanzioni per omessa dichiarazione si calcolano sull'intero valore per ciascun cointestatario. È esattamente il tipo di dettaglio per cui, la prima volta, i 50-100€ del commercialista sono soldi ben spesi."
Wise, Revolut, Trade Republic, Satispay, N26: quali sono davvero "esteri"?
Qui viene la parte interessante, perché la risposta è cambiata parecchio negli ultimi due anni e la maggior parte dei contenuti in giro è rimasta indietro. Uso personalmente tutti e cinque questi servizi, quindi il quadro che segue è anche il promemoria che uso io. La situazione a luglio 2026:
| Servizio | Dove sono i fondi | Va nel quadro RW? |
|---|---|---|
| Wise | Wise Europe SA, Belgio (IBAN BE, codice Stato 009) | Sì, sopra le soglie: è un conto estero a tutti gli effetti |
| Revolut | Dipende dall'IBAN: LT = Revolut Bank UAB, Lituania (codice 259); IT = succursale italiana, operativa da fine 2024 | IBAN LT: sì, sopra le soglie. IBAN IT: no per il conto — ma investimenti e cripto restano su entità estere del gruppo, e quelli possono andare in RW comunque |
| Trade Republic | Dal 30 gennaio 2025 IBAN IT e ruolo di sostituto d'imposta; prima, IBAN DE (Germania, codice 094) | No per i conti IT attuali. Chi ha migrato dall'IBAN tedesco dichiara solo il periodo pre-migrazione (Trade Republic fornisce un report fiscale dedicato) |
| Satispay | Istituto di moneta elettronica con sede in Lussemburgo (codice 092) | Sì, sopra le soglie — stesse regole di PayPal. Con l'uso tipico di Satispay le soglie sono difficili da raggiungere, ma la regola esiste |
| N26 | Conti aperti in Italia dopo il 26 marzo 2020: IBAN IT tramite succursale italiana. Conti precedenti: IBAN DE (Germania, codice 094) | No per i conti recenti (lo conferma la pagina ufficiale del supporto N26). Sì per i vecchi conti IBAN DE, sopra le soglie |
🔍 La verifica in 30 secondi
Il mio conto N26, aperto a luglio 2026, ha IBAN che inizia per IT: conto italiano, niente quadro RW. Il mio conto Wise ha IBAN BE: conto estero, regole di questa guida. Guarda il prefisso del tuo IBAN e l'intestazione del contratto (la trovi nei documenti contrattuali in app): in due minuti sai in quale caso ricadi. Se l'IBAN è estero ma non sei sicuro della sede dell'istituto, chiedi al supporto del servizio "in quale paese ha sede l'entità legale con cui ho aperto il conto" — è un'informazione che sono tenuti a darti.
Gli errori più comuni
- Confondere le due soglie. "Sono sotto i 15.000€, quindi non devo fare niente": falso se la giacenza media supera i 5.000€ (IVAFE dovuta, quadro da compilare). Vale anche il contrario: sotto i 5.000€ di media ma sopra i 15.000€ di picco anche per un giorno solo, il monitoraggio scatta comunque.
- Guardare solo il saldo al 31 dicembre. Il parametro del monitoraggio è il picco massimo dell'anno. Un conto che a dicembre è a zero ma a marzo ha visto passare 20.000€ va dichiarato.
- Dimenticare gli interessi. Il quadro RW non copre i redditi: gli interessi attivi vanno nel quadro RM/M con imposta del 26%, al lordo di eventuali ritenute estere. Ometterli è una violazione separata.
- Credere che l'IBAN italiano risolva tutto. Per il conto corrente sì, ma i prodotti di investimento e le cripto-attività (es. quelle di Revolut) restano in capo a entità estere del gruppo e seguono le loro regole.
- Ignorare i saldi "che non sembrano conti". PayPal, Satispay, wallet di moneta elettronica: se l'istituto ha sede estera e superi le soglie, le regole sono le stesse di una banca estera tradizionale.
- Dichiarare pro-quota un conto cointestato. Si indica l'intero valore con la propria percentuale di possesso, non la propria metà del saldo.
Se non dichiaro: sanzioni e rimedi
L'omessa o infedele compilazione del quadro RW è punita con una sanzione dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per i paesi black list), ai sensi dell'art. 5 del D.L. 167/1990. Se te ne accorgi in tempo, però, i rimedi ci sono e sono ragionevoli: presentando il quadro entro 90 giorni dalla scadenza la sanzione è di 250€ fissi, e oltre quel termine resta il ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte in funzione del tempo trascorso — finché la violazione non è già stata contestata. Se hai conti esteri mai dichiarati per più anni, questo è il caso da portare a un commercialista prima che arrivi una lettera di compliance: muoversi spontaneamente costa sensibilmente meno.
Domande frequenti
Se ho meno di 5.000€ sul conto estero devo dichiarare qualcosa?
Dipende dall'altra soglia: se il saldo ha superato 15.000€ anche per un solo giorno resta l'obbligo di monitoraggio. Sotto entrambe le soglie, nessun obbligo per il conto.
Conta il saldo al 31 dicembre?
No: per il monitoraggio conta il picco massimo dell'anno, per l'IVAFE la giacenza media annua. Il saldo di fine anno da solo non è il parametro giusto per nessuno dei due.
Revolut o N26 con IBAN italiano vanno dichiarati nel quadro RW?
Il conto corrente con IBAN IT aperto tramite succursale italiana no. Attenzione però a investimenti e cripto di Revolut, che restano su entità estere del gruppo e possono richiedere comunque il quadro RW.
I soldi su Satispay vanno dichiarati?
Il saldo è presso un istituto di moneta elettronica lussemburghese: valgono le stesse regole dei conti esteri, ma solo sopra le soglie di 15.000€ di picco o 5.000€ di giacenza media — cifre non comuni per l'uso tipico di Satispay.
Ho chiuso il conto estero a metà anno: devo dichiararlo lo stesso?
Sì, se nel periodo di detenzione hai superato le soglie: si dichiara il periodo di possesso con la data di chiusura, e l'IVAFE è rapportata ai giorni effettivi.
L'Agenzia delle Entrate può sapere del mio conto estero?
Sì: con lo scambio automatico CRS, attivo dal 2017, gli istituti esteri comunicano ogni anno saldi e movimenti dei conti dei residenti italiani, e l'Agenzia invia lettere di compliance sulle discrepanze.
Cosa rischio se non dichiaro?
Dal 3% al 15% del valore non dichiarato (6-30% per i paesi black list); 250€ fissi se rimedi entro 90 giorni; ravvedimento operoso con sanzioni ridotte finché non sei già stato contestato.
Posso fare tutto col 730 o serve il Modello Redditi?
Dal 2024 il 730 include il quadro W (monitoraggio e IVAFE) e il quadro M (redditi esteri, con versamento via F24): non serve più integrare con il Modello Redditi.
Guide correlate
Informazioni sulla guida
Questa pagina non contiene link affiliati: i link ai servizi citati portano alle guide interne del sito, non a link di invito. È una scelta deliberata — sui contenuti fiscali voglio zero conflitti di interesse (leggi la pagina Trasparenza).
Fonti normative: D.L. 167/1990 (monitoraggio fiscale), L. 186/2014 (soglia 15.000€), D.L. 201/2011, art. 19 (IVAFE), istruzioni ufficiali Modello 730/2026 e Modello Redditi PF 2026 pubblicate su agenziaentrate.gov.it (inclusa la tabella "Elenco Paesi e Territori esteri" per i codici Stato), pagina ufficiale del supporto N26 sulla dichiarazione del conto. Le informazioni sui singoli servizi riflettono la situazione a luglio 2026 e possono cambiare: in caso di dubbio fa fede il contratto del tuo conto. Questa guida è informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: per la tua dichiarazione rivolgiti al tuo commercialista o a un CAF.
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