Come dichiarare le criptovalute: quadro RW e RT

Non basta sapere che si paga il 26% o il 33%: c'è un secondo obbligo, separato e spesso ignorato, che scatta anche se non hai guadagnato un euro. Come funzionano davvero i due quadri, con un esempio pratico. Nessun link affiliato in questa pagina: solo informazione.

🧾 Questa non è consulenza fiscale. È una guida informativa su come funzionano gli obblighi dichiarativi sulle cripto-attività in Italia, basata su fonti ufficiali e professionali. Per la propria situazione specifica, soprattutto se hai operazioni complesse (DeFi, staking, NFT), vale sempre il parere di un commercialista.

📌 In sintesi

Con le criptovalute ci sono due obblighi separati, spesso confusi tra loro: il monitoraggio fiscale (quadro RW nel Modello Redditi, quadro W nel 730), dovuto ogni anno anche senza plusvalenze solo per il fatto di detenere cripto; e la tassazione delle plusvalenze (quadro RT o T), dovuta solo quando converti, scambi o spendi le cripto. Aliquota 26% sulle plusvalenze realizzate nel 2025, 33% dal 2026. Sul valore detenuto si paga anche un'imposta annua dello 0,2%. La localizzazione del wallet non conta: vale per exchange italiani, esteri e wallet personali come Phantom.

Due obblighi diversi, spesso confusi tra loro

L'errore più comune parte da qui: pensare che "dichiarare le crypto" sia un'unica cosa. In realtà sono due obblighi indipendenti, con regole e scadenze proprie.

Il primo è il monitoraggio fiscale: dichiara quanto possiedi al 31 dicembre, indipendentemente dal fatto che tu abbia venduto, guadagnato o perso qualcosa. Serve anche solo per detenere cripto su un wallet, senza aver mai fatto un'operazione. Il secondo è la tassazione delle plusvalenze: si attiva solo quando c'è un'operazione imponibile durante l'anno (vendita, scambio, spesa) che genera un guadagno o una perdita reale.

Puoi dover compilare uno, l'altro, entrambi o nessuno dei due, a seconda della tua situazione — vediamoli separatamente.

730 o Modello Redditi PF: i nomi cambiano, l'obbligo no

Una fonte di confusione reale, soprattutto cercando online: i quadri hanno nomi diversi a seconda del modello dichiarativo usato, anche se l'obbligo sostanziale è lo stesso.

Modello Redditi PF 730
Chi lo usa tipicamente Partite IVA, autonomi, chi ha redditi non compatibili col 730 Lavoratori dipendenti e pensionati
Monitoraggio fiscale Quadro RW Quadro W (sostituisce RW dal 2023)
Plusvalenze Quadro RT, sezione V-A Quadro T

In questa guida uso la dicitura "RW/W" e "RT/T" proprio per questo: il contenuto da compilare è lo stesso (valore iniziale, valore finale, quota di possesso, giorni di detenzione), cambia solo l'etichetta del quadro a seconda del modello.

Quadro RW/W: il monitoraggio che serve anche senza guadagni

Va compilato ogni anno in cui detieni cripto-attività al 31 dicembre, a prescindere da vendite o guadagni. La localizzazione del wallet non conta: l'obbligo vale allo stesso modo per un exchange italiano, un exchange estero, un hardware wallet, un cold wallet o un wallet software come Phantom. È lo stesso principio già visto per l'IBAN estero nella guida dichiarare un IBAN estero, applicato qui alle cripto-attività.

C'è una sola vera eccezione: chi detiene le cripto tramite un intermediario italiano registrato all'OAM (Organismo Agenti e Mediatori) che applica già in automatico l'imposta di bollo sostitutiva non deve compilare il quadro RW/W — se ne occupa direttamente l'intermediario. Per tutti gli altri casi (la maggior parte degli exchange internazionali e i wallet non custodial) la compilazione resta a carico del contribuente.

Sul valore dichiarato si paga anche un'imposta sul valore delle cripto-attività (IVCA) dello 0,2% annuo — l'equivalente, per le crypto, dell'imposta di bollo che si paga su altri strumenti finanziari. Il valore si calcola al 31 dicembre, seguendo una gerarchia ufficiale di fonti: prima il prezzo sulla piattaforma dove hai acquistato, poi quello di una piattaforma simile, infine siti specializzati se le prime due non sono disponibili.

Quadro RT/T: quando e come si tassano le plusvalenze

A differenza del monitoraggio, questo quadro si attiva solo se durante l'anno hai fatto un'operazione imponibile. Non tutte le operazioni lo sono:

Sull'aliquota, il punto che genera più confusione è temporale, non di percentuale: conta l'anno in cui realizzi la plusvalenza, non l'anno in cui la dichiari. Le plusvalenze realizzate nel 2025 restano tassate al 26% e si dichiarano nel 2026. Dal 1° gennaio 2026 l'aliquota generale sale al 33%: quelle plusvalenze si dichiareranno solo nel 2027, con la prossima dichiarazione dei redditi. Fa eccezione permanente lo scambio con stablecoin in euro conformi al MiCA (es. EURC), che restano al 26% indipendentemente dall'anno. Un altro cambiamento dal 2025: la vecchia franchigia di esenzione di 2.000€ non esiste più — oggi ogni plusvalenza, anche minima, è imponibile.

Per calcolare il costo di ciò che vendi, si usa il metodo LIFO (Last In, First Out): si considerano cedute per prime le cripto-attività acquistate più di recente, non quelle possedute da più tempo. Le minusvalenze si possono riportare per i 4 anni successivi, ma solo dentro il comparto cripto: non si compensano con le plusvalenze da altri strumenti (azioni, ETF), stesso principio dello "zainetto fiscale" già visto nella guida sulla tassazione delle plusvalenze da investimenti, ma applicato a un compartimento separato.

Un esempio pratico

Hai comprato 0,1 BTC nel 2024 per 4.000€. Nel 2025 lo vendi per 6.000€. La plusvalenza è 2.000€ (6.000€ − 4.000€), tassata al 26% (aliquota in vigore per le plusvalenze realizzate nel 2025): l'imposta dovuta è 520€. Questa operazione va dichiarata nel quadro RT (o T nel 730) della dichiarazione del 2026.

Separatamente, se al 31 dicembre 2025 possiedi ancora altre cripto-attività (anche solo 0,05 BTC rimasti su un wallet), quel valore va comunque dichiarato nel quadro RW (o W), con l'imposta dello 0,2% calcolata sul controvalore in euro a quella data — a prescindere dal fatto che tu abbia venduto qualcosa durante l'anno.

💡 Alex's Tip
"Il dettaglio che costa più caro se lo sbagli: senza la prova di quanto hai pagato all'acquisto, il costo si considera zero e paghi le tasse sull'intero valore di vendita, non sulla differenza. Tieni sempre gli estratti conto dell'exchange o le transazioni on-chain con data e controvalore in euro al momento dell'acquisto — è l'unica cosa che ti salva in caso di controllo."

L'affrancamento 2025: un'opzione ormai chiusa

Chi aveva plusvalenze latenti accumulate prima del 2025 ha potuto scegliere un affrancamento straordinario: rivalutare il valore delle proprie cripto-attività al 1° gennaio 2025, pagando un'imposta sostitutiva ridotta del 18% su quel valore, in un'unica soluzione o in tre rate annuali. La finestra per aderire si è chiusa il 30 novembre 2025: oggi non è più un'opzione disponibile, ma spiega perché in alcune conversazioni online se ne parla ancora come di qualcosa di attuale — non lo è più.

Cosa rischi se non dichiari

Le sanzioni sono diverse a seconda di quale dei due obblighi salti.

Per il monitoraggio omesso (RW/W): dal 3% al 15% dell'importo non dichiarato se le cripto sono presso un intermediario italiano, che sale al 6-30% se sono su un exchange estero o un wallet non registrato in Italia — un motivo in più per non dare per scontato che un wallet personale "non conti".

Per le plusvalenze non dichiarate (RT/T): la dichiarazione infedele costa dal 90% al 180% dell'imposta evasa; quella omessa dal 120% al 240%, con un minimo di 250€ — a cui si aggiungono gli interessi legali sul ritardo.

In entrambi i casi, prima di un controllo dell'Agenzia delle Entrate resta disponibile il ravvedimento operoso: permette di regolarizzare la propria posizione spontaneamente, con sanzioni ridotte fino a un decimo di quelle piene, presentando una dichiarazione integrativa e versando quanto dovuto con il modello F24.

Gli errori più comuni

Domande frequenti

Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho venduto nulla e non ho guadagnato?

Sì, il monitoraggio fiscale (RW/W) è dovuto ogni anno in cui detieni cripto, a prescindere da vendite o guadagni, salvo l'eccezione dell'intermediario OAM italiano con bollo automatico.

Che differenza c'è tra quadro RW e quadro RT per le criptovalute?

RW è il monitoraggio (quanto possiedi al 31/12, sempre dovuto); RT è la tassazione delle plusvalenze realizzate durante l'anno (dovuto solo se hai fatto operazioni imponibili).

Nel 730 si chiamano ancora RW e RT?

No: dal 2023 il 730 usa il quadro W al posto di RW e il quadro T al posto di RT, con lo stesso contenuto sostanziale.

Serve dichiarare anche le criptovalute su un wallet personale, non su un exchange?

Sì, la localizzazione o il tipo di wallet non cambia l'obbligo: vale per exchange italiani, esteri e wallet personali come Phantom.

Qual è l'aliquota sulle plusvalenze crypto: 26% o 33%?

Dipende dall'anno di realizzo: 26% per le plusvalenze del 2025, 33% dal 2026 in poi. Le stablecoin in euro MiCA restano sempre al 26%.

Cosa succede se non ho tenuto traccia del prezzo a cui ho comprato le mie criptovalute?

Il costo si considera pari a zero: paghi le tasse sull'intero corrispettivo di vendita, non sulla sola differenza.

Quali sono le sanzioni se non dichiaro le criptovalute?

3-15% (o 6-30% se estero) per il monitoraggio omesso; 90-180% (infedele) o 120-240% (omessa, minimo 250€) dell'imposta evasa per le plusvalenze. Il ravvedimento operoso riduce le sanzioni se regolarizzi prima di un controllo.

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Informazioni sulla guida

Questa pagina non contiene link affiliati: i link ai contenuti citati portano alle guide interne del sito, non a link di invito. È una scelta deliberata — sui contenuti tecnici/informativi voglio zero conflitti di interesse (leggi la pagina Trasparenza).

Fonti: art. 67, comma 1, lett. c-sexies del TUIR, Legge di Bilancio 2026 (aliquota 33% dal 2026, eliminazione franchigia 2.000€ dal 2025), normativa sull'affrancamento straordinario 2025 (scadenza 30 novembre 2025), approfondimenti tecnici professionali su compilazione quadro RW/W e RT/T, valorizzazione delle cripto-attività e sanzioni per omessa/infedele dichiarazione. Le informazioni riflettono la situazione ad agosto 2026 e possono cambiare — in particolare su normativa fiscale in evoluzione: in caso di dubbio, o per operazioni complesse (DeFi, staking, NFT), verifica sempre con un commercialista o sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Questa guida è informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata.

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