📋 Questa non è consulenza fiscale. È una guida informativa sull'imposta di bollo così come disciplinata dal D.P.R. 642/1972 e dalle norme successive. Per la propria situazione specifica, soprattutto se hai più conti o rapporti cointestati, vale sempre il conteggio applicato dalla banca e, nei casi dubbi, il parere di un commercialista.
📌 In sintesi
Sul conto corrente, l'imposta di bollo è un importo fisso di 34,20€ all'anno, ma si paga solo se la giacenza media del conto supera 5.000€ — sotto questa soglia non si paga nulla. Il conto deposito segue una regola diversa: 0,20% annuo dal primo euro, senza soglia di esenzione. Sono esenti anche i conti con giacenza sotto soglia, quelli a saldo zero o negativo, e chi ha diritto al conto di base con ISEE fino a 11.600€. Dal 28 marzo 2026 il bollo è salito da 100€ a 118€ l'anno, ma solo per i conti delle società: per i privati non cambia nulla.
Cos'è e perché si paga
L'imposta di bollo sui conti correnti è disciplinata dal D.P.R. n. 642 del 1972 (art. 13 della Tariffa, Parte I, allegata al decreto), lo stesso testo che regola l'imposta di bollo su una lunga serie di atti e documenti, dai contratti alle fatture. Applicata ai conti correnti bancari e postali, non è legata a un singolo movimento o operazione: è un tributo periodico, calcolato sulla giacenza media del conto nel periodo di rendicontazione, che la banca trattiene e versa direttamente allo Stato senza che tu debba fare nulla.
Vale per tutti i conti correnti bancari, postali e i libretti di risparmio intestati in Italia, indipendentemente dal fatto che siano di una banca tradizionale o di un conto digitale come quelli trattati su questo sito: la forma del servizio non cambia la sostanza fiscale del rapporto.
Quanto costa: 34,20€ solo sopra i 5.000€
Per le persone fisiche, l'imposta di bollo sul conto corrente è un importo fisso di 34,20€ all'anno — non una percentuale, non proporzionale ai movimenti o ai versamenti. Scatta però solo se la giacenza media annua del conto supera i 5.000€: se resta sotto questa soglia, il bollo non si applica affatto, non un importo ridotto ma zero.
L'addebito viene di norma ripartito in base alla periodicità con cui la banca rendiconta il conto (trimestrale, semestrale o annuale), e avviene automaticamente, senza bisogno di alcuna azione da parte tua.
| Chi | Importo | Soglia |
|---|---|---|
| Persone fisiche (privati) | 34,20€/anno | Solo se la giacenza media supera 5.000€ |
| Società ed enti (persone giuridiche) | 118€/anno (dal 28 marzo 2026) | Nessuna soglia: sempre dovuta |
Come si calcola la giacenza media
La giacenza media non è il saldo che vedi collegandoti all'app in un momento qualsiasi: è una media. Si ottiene sommando il saldo di fine giornata per ogni giorno del periodo di riferimento e dividendo il totale per il numero di giorni di quel periodo.
Esempio pratico: un conto che per metà anno ha un saldo di 8.000€ e per l'altra metà di 2.000€ ha una giacenza media di 5.000€ — proprio sulla soglia. Se invece per 9 mesi resta a 1.000€ e solo per 3 mesi sale a 9.000€ (magari per un accredito temporaneo), la giacenza media dell'anno è circa 3.000€: sotto soglia, nessun bollo, anche se in certi momenti il saldo era ben sopra i 5.000€.
Se hai più conti nella stessa banca, la soglia non si valuta conto per conto: la banca somma la giacenza media di tutti i rapporti intestati a te presso di lei (conti correnti, libretti, la tua quota su un conto cointestato). Se il totale supera 5.000€, l'imposta è dovuta su ciascun rapporto che concorre a quella soglia. Conti aperti presso banche diverse, invece, restano separati: ogni banca calcola la soglia solo sui rapporti che tieni con lei, senza sapere (né dover sapere) cosa tieni altrove.
"Se hai più conti nella stessa banca e sei vicino alla soglia, l'estratto conto annuale (o la sezione 'imposta di bollo' dell'app, quando c'è) mostra di solito la giacenza media già calcolata — è il modo più veloce per verificare la cifra reale invece di ricalcolarla a mano dai movimenti."
Conto corrente vs conto deposito: due regole diverse
È il punto più frainteso, perché il nome "imposta di bollo" è lo stesso ma la logica di calcolo cambia completamente a seconda del tipo di prodotto.
| Parametro | Conto corrente | Conto deposito / prodotti finanziari |
|---|---|---|
| Come si calcola | Importo fisso, indipendente dal saldo | Percentuale (0,20%) sul saldo |
| Importo | 34,20€/anno | 0,20% annuo del saldo |
| Soglia di esenzione | Sì, 5.000€ di giacenza media | Nessuna, si paga dal primo euro |
| Esempio su 3.000€ | 0€ (sotto soglia) | 6€ (0,20% di 3.000€) |
| Esempio su 20.000€ | 34,20€ (importo fisso) | 40€ (0,20% di 20.000€) |
La conseguenza pratica è che sopra una certa cifra il conto deposito costa di più in bollo del conto corrente, proprio perché uno è proporzionale e l'altro no: il punto di pareggio tra i due regimi è intorno ai 17.100€ (0,20% di quella cifra dà circa 34,20€). Sotto quella soglia il conto deposito costa meno in bollo puro, ma va sempre guardato insieme al tasso di interesse offerto, non solo al bollo isolatamente.
Chi è esente
- Giacenza media sotto i 5.000€ (solo per il conto corrente, non per il conto deposito, che non ha questa soglia).
- Conti con saldo negativo o pari a zero per l'intero periodo di rendicontazione.
- Conto di base per soggetti con ISEE non superiore a 11.600€: introdotto dal Decreto MEF n. 70 del 3 maggio 2018, in attuazione della direttiva UE 2014/92 sui conti di pagamento, azzera sia il canone sia l'imposta di bollo per chi rientra nella soglia, indipendentemente dalla giacenza.
Non esiste invece un'esenzione generale legata all'età (ad esempio per i conti intestati a minorenni): un conto per minori è soggetto alle stesse regole di un conto corrente ordinario e paga il bollo se la sua giacenza media supera i 5.000€, esattamente come qualunque altro conto.
Novità 2026: il bollo aumenta, ma solo per le imprese
Dal 28 marzo 2026, l'imposta di bollo fissa sui conti correnti intestati a società ed enti (persone giuridiche) è salita da 100€ a 118€ all'anno, un aumento del 18% introdotto dal D.L. n. 38/2026 (art. 12). A differenza del bollo dei privati, quello delle imprese non ha mai avuto una soglia di esenzione legata alla giacenza: si paga sempre, indipendentemente dal saldo medio del conto.
Per i privati non cambia nulla: l'imposta resta 34,20€ all'anno, dovuta solo sopra i 5.000€ di giacenza media, come prima del decreto. Se gestisci anche un conto per la tua attività (ditta individuale, partita IVA come persona fisica), verifica comunque l'intestazione esatta del conto: il regime che si applica dipende da come il conto è formalmente intestato, non da come lo usi.
Come funziona sui conti digitali di questo sito
Un dubbio comune su servizi come Trade Republic o il deposito Revolut, che investono la liquidità del cliente in fondi di liquidità (fondi monetari) per generare l'interesse pubblicizzato: pagano il bollo da conto corrente o quello da conto deposito?
La risposta è che seguono comunque la regola del conto corrente: 34,20€ all'anno, solo sopra i 5.000€ di giacenza media — non lo 0,20% del conto deposito. Il motivo è che la tassazione segue la natura giuridica del rapporto che hai con l'intermediario (un conto di pagamento con IBAN), non il modo in cui quell'intermediario impiega materialmente la liquidità dietro le quinte. Vale lo stesso principio per tutti e sei i conti trattati su questo sito: sono conti di pagamento, non conti titoli, quindi seguono la regola del bollo fisso con soglia.
Un caso a parte è Wise, che ha un IBAN estero (belga): sui conti con IBAN estero l'equivalente dell'imposta di bollo si chiama IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie estere), con la stessa aliquota dello 0,20% annuo — ma di solito non trattenuta automaticamente dall'intermediario estero: va calcolata e versata da te in dichiarazione dei redditi. Il percorso completo, incluso quando un conto va dichiarato, è nella guida Dichiarare un IBAN estero.
Gli errori più comuni
- Guardare il saldo del giorno invece della giacenza media. Un conto può superare i 5.000€ per qualche settimana e restare comunque sotto soglia sulla media annua, o viceversa.
- Pensare che aprire più conti nella stessa banca eviti il bollo. La banca somma la giacenza media di tutti i rapporti che hai con lei: distribuire i soldi su più conti nello stesso istituto non abbassa il totale considerato.
- Confondere il regime del conto corrente con quello del conto deposito. Sono due calcoli diversi (fisso con soglia contro proporzionale senza soglia): applicare le regole dell'uno all'altro porta a stime sbagliate.
- Ignorare l'IVAFE su un conto con IBAN estero. Su un conto come Wise l'intermediario spesso non la trattiene da solo: se non la versi tu in dichiarazione, il bollo dovuto semplicemente non viene pagato, con le conseguenze fiscali che ne derivano.
Domande frequenti
Quando si paga l'imposta di bollo sul conto corrente?
Per le persone fisiche, solo se la giacenza media annua del conto supera 5.000€. In quel caso si paga un importo fisso di 34,20€ all'anno, di norma addebitato a rate. Se la giacenza media resta sotto i 5.000€, non si paga nulla.
Come si calcola la giacenza media?
Si sommano i saldi di fine giornata di tutto il periodo di riferimento e si divide per il numero di giorni. Non è il saldo in un istante preciso, ma una media sull'intero periodo.
Se ho più conti nella stessa banca, l'imposta si calcola su ognuno separatamente?
No: la banca somma la giacenza media di tutti i rapporti intestati a te presso di lei. Se il totale supera 5.000€, l'imposta è dovuta su ciascun rapporto che concorre alla soglia. Conti presso banche diverse, invece, non si sommano tra loro.
Qual è la differenza tra imposta di bollo su conto corrente e su conto deposito?
Sul conto corrente si paga un fisso di 34,20€/anno, solo sopra i 5.000€ di giacenza media. Sul conto deposito e sui prodotti finanziari si paga lo 0,20% annuo del saldo, dal primo euro, senza soglia di esenzione per i privati.
Chi è esente dall'imposta di bollo sul conto corrente?
Chi ha una giacenza media sotto i 5.000€, chi ha un conto a saldo negativo o zero per l'intero periodo, e chi ha diritto al conto di base con ISEE non superiore a 11.600€ (Decreto MEF n. 70/2018).
È vero che nel 2026 l'imposta di bollo è aumentata?
Sì, ma solo per i conti correnti di società ed enti: dal 28 marzo 2026 è salita da 100€ a 118€ all'anno (D.L. 38/2026). Per i privati resta 34,20€, dovuta solo sopra i 5.000€ di giacenza media.
Come funziona il bollo sui conti digitali che investono la liquidità in fondi monetari?
Segue comunque la regola del conto corrente, non quella del conto deposito, perché la tassazione dipende dalla natura giuridica del rapporto, non da dove la banca investe la liquidità. Trade Republic e il deposito Revolut, ad esempio, pagano 34,20€ all'anno solo sopra i 5.000€ di giacenza media.
E per un conto con IBAN estero, come Wise?
Si applica l'IVAFE, con la stessa aliquota dello 0,20% annuo, ma di solito non trattenuta automaticamente: va calcolata e versata da te in dichiarazione dei redditi, di norma nel quadro RW.
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Informazioni sulla guida
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Fonti: D.P.R. n. 642/1972 (art. 13 della Tariffa, Parte I) e successive modifiche; Decreto MEF n. 70 del 3 maggio 2018 (conto di base, attuazione direttiva UE 2014/92); D.L. n. 38/2026, art. 12 (aumento del bollo sui conti delle persone giuridiche dal 28 marzo 2026). Le informazioni riflettono la situazione ad agosto 2026: importi e soglie possono cambiare per legge, verifica sempre l'estratto conto e le condizioni applicate dalla tua banca. Questa guida è informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata.
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