Chargeback: cos'è e come funziona

Un pacco mai arrivato, un abbonamento che continua ad addebitarti dopo la disdetta, un negoziante che sparisce dopo aver incassato: se hai autorizzato tu il pagamento ma qualcosa è andato storto dopo, lo strumento giusto non è la denuncia per frode — è il chargeback. Cos'è davvero, come si differenzia dal rimborso per frode, quanto tempo hai e come funziona sui 6 conti di questo sito.

💳 Questa non è consulenza legale. Il chargeback è una procedura contrattuale dei circuiti di pagamento (Visa, Mastercard), non una legge italiana o europea: tempistiche e regole esatte possono variare secondo il contratto della tua carta e le condizioni del singolo circuito. In caso di dubbio, verifica sempre con l'assistenza del tuo conto.

📌 In sintesi

Il chargeback è la procedura con cui la tua banca ti restituisce i soldi di un pagamento con carta che hai autorizzato tu, ma che contesti perché la merce non è arrivata, non è conforme, è stata addebitata due volte o il venditore non risponde più. È diverso dal rimborso per frode (D.Lgs. 11/2010, PSD2), che riguarda invece i pagamenti mai autorizzati — per quello vedi la guida Sicurezza digitale e antifrode. Hai in genere 120 giorni per aprire un chargeback (fino a 540 se la merce non arriva mai), e nella maggior parte dei casi devi prima aver provato a risolvere il problema direttamente col venditore.

Cos'è il chargeback (e perché non è una legge)

Il chargeback è una procedura interna ai circuiti di pagamento internazionali — Visa e Mastercard soprattutto — che regola lo storno di un pagamento tra la banca che ha emesso la tua carta (l'issuer, cioè il tuo conto) e la banca convenzionata del negoziante (l'acquirer). Non è previsto da una legge italiana o europea come il rimborso per frode: è una regola contrattuale a cui aderiscono le banche e gli istituti di pagamento che emettono carte su quei circuiti.

In italiano viene chiamato anche storno o contestazione. Attenzione a non confonderlo col termine disconoscimento, che nella guida sulla sicurezza digitale usiamo per il caso diverso di un'operazione che non hai mai autorizzato (vedi sezione successiva): sono parole che a volte le banche stesse usano in modo intercambiabile nell'app, ma indicano due situazioni di partenza diverse.

Chargeback vs rimborso frode (PSD2): la differenza che conta

È la distinzione più importante di questa guida, perché determina quale strada percorrere.

Rimborso frode (PSD2) Chargeback
Hai autorizzato tu il pagamento? No — è una frode, non l'hai mai fatto tu Sì — il pagamento è tuo, il problema è dopo
Base giuridica D.Lgs. 11/2010 (PSD2), legge Regole contrattuali Visa/Mastercard
Esempio tipico Qualcuno ha usato la tua carta clonata o rubata Hai comprato online e il pacco non è mai arrivato
Chi deve provare cosa La banca deve provare la tua colpa grave per rifiutare Tu presenti le prove del problema, il venditore può controbattere
Termine 13 mesi dall'addebito Di norma 120 giorni (fino a 540 in alcuni casi)

Per il rimborso frode, la guida di riferimento resta Sicurezza digitale e antifrode. Questa guida copre invece il secondo caso: hai pagato tu, volontariamente, ma qualcosa dopo non ha funzionato.

💡 Alex's Tip
"Il test rapido che uso io: se non riconosco affatto il pagamento, è una frode, vado sulla guida sicurezza. Se il pagamento lo riconosco ma il venditore mi ha fregato in qualche modo, è chargeback. Confondere le due cose fa perdere tempo: la banca ti indirizzerà comunque alla procedura giusta, ma partire dalla richiesta sbagliata rallenta tutto."

Quando puoi aprire un chargeback: i motivi più comuni

Se sospetti invece che qualcuno abbia usato la tua carta senza il tuo consenso, non è questo l'elenco che ti riguarda: torna alla guida sulla sicurezza digitale per il rimborso frode.

Quanto tempo hai

Il termine standard sui circuiti Visa e Mastercard è di 120 giorni dalla data della transazione. Per i casi in cui la merce o il servizio non arrivano proprio, il termine decorre invece dalla data di consegna prevista (se il venditore non l'ha indicata, alcune banche applicano un termine più corto, ad esempio 30 giorni dal pagamento), fino a un tetto massimo di 540 giorni dalla transazione originale. Sono le regole generali dei circuiti: la tua banca può applicare condizioni leggermente diverse nel dettaglio, verificale sempre nell'app o nel contratto.

In pratica: prima apri la contestazione, meglio è. Aspettare non ti fa perdere solo tempo utile sul termine massimo, ma rende anche più difficile ricostruire una vicenda con prove solide.

Come funziona in pratica: la procedura passo-passo

Passo Cosa fare
1. Contatta il venditore Nella maggior parte dei casi è un passaggio richiesto, non solo consigliato — alcune fintech (es. Wise) lo rendono un requisito esplicito prima di aprire una contestazione commerciale. Tieni traccia scritta di ogni scambio.
2. Raccogli le prove Ricevuta o conferma d'ordine, comunicazioni con il venditore, prova del problema (tracking mai aggiornato, foto del prodotto difettoso, conferma di disdetta di un abbonamento), estratto conto con l'addebito.
3. Apri la contestazione con la tua banca Si fa dall'app o dal servizio clienti del tuo conto, mai direttamente con Visa o Mastercard: sono la tua banca (issuer) e quella del venditore (acquirer) a gestire la procedura tra loro.
4. La banca valuta e inoltra Se la richiesta è fondata, la tua banca la inoltra al circuito e alla banca del venditore, che può accettare o opporsi presentando le proprie prove.
5. Esito Se non ci sono opposizioni l'iter è più rapido; nei casi controversi può richiedere diverse settimane prima di un esito definitivo.

Chargeback e diritto di recesso: non sono la stessa cosa

Il diritto di recesso (art. 52 del Codice del Consumo, D.Lgs. 206/2005) è un diritto diverso: puoi ripensarci su un acquisto a distanza entro 14 giorni (30 in alcuni casi) senza dover motivare la scelta. Si esercita direttamente verso il venditore, non coinvolge la banca, e non è una "contestazione" — è un diritto contrattuale che hai a prescindere da qualsiasi problema con l'acquisto.

I due strumenti si possono collegare: se eserciti correttamente il recesso e il venditore non ti rimborsa entro i termini di legge, quello diventa a sua volta un motivo valido per aprire un chargeback — a quel punto il problema non è più solo "voglio ripensarci", ma "il venditore non ha rispettato un obbligo di rimborso che aveva".

Chargeback sui 6 conti di questo sito

Non tutti i conti di questo sito funzionano allo stesso modo: dipende dal circuito della carta, e un caso — Satispay — è strutturalmente diverso dagli altri cinque.

Conto Circuito carta Note
Revolut Visa e Mastercard (dipende dal piano/paese) Contestazione avviabile direttamente dall'app
Wise Mastercard Per le dispute commerciali richiede esplicitamente di aver già contattato il venditore prima di aprire la contestazione
Trade Republic Visa Carta di debito con circuito Visa
Hype Mastercard (via Banca Sella) Distingue esplicitamente frode, errore di addebito, merce resa e merce non ricevuta come categorie di contestazione diverse
N26 Mastercard Contestazione via app; N26 chiede di segnalare entro un termine interno più stretto di quello massimo del circuito, verificalo in app
Satispay Nessuno — è un IMEL, non un circuito carte Il chargeback classico non si applica ai pagamenti P2P e con QR code: seguono le procedure di rimborso/contestazione interne di Satispay. Il chargeback Visa/Mastercard si applica solo se colleghi una carta di quei circuiti tramite l'app.

Le condizioni esatte (termini interni, modalità di apertura della contestazione) possono cambiare nel tempo: verificale sempre nell'app o nelle pagine di assistenza ufficiali del tuo conto prima di agire.

Gli errori più comuni

Domande frequenti

Chargeback e rimborso per frode (PSD2) sono la stessa cosa?

No. Il rimborso PSD2 copre le operazioni mai autorizzate da te (frode). Il chargeback riguarda un pagamento che hai autorizzato tu, ma che contesti per altri motivi. Non è previsto da una legge, ma da regole contrattuali dei circuiti Visa e Mastercard.

Quanto tempo ho per aprire un chargeback?

Di norma 120 giorni dalla transazione (o dalla consegna prevista, se il prodotto non è mai arrivato), fino a un tetto massimo di 540 giorni per i casi di merce o servizio mai ricevuto.

Devo prima contattare il venditore prima di aprire un chargeback?

In quasi tutti i casi sì, ed è spesso un requisito esplicito — Wise, ad esempio, lo richiede per le dispute commerciali. Tieni traccia di ogni comunicazione.

Il chargeback funziona anche con Satispay?

Non nello stesso modo: Satispay è un IMEL, non un circuito carte. Per i pagamenti P2P e QR si seguono le procedure di rimborso interne di Satispay, non il chargeback bancario classico.

Cosa succede se il venditore si oppone alla mia richiesta di chargeback?

Il venditore presenta le proprie prove alla sua banca, che le inoltra alla tua. La tua banca valuta entrambe le versioni prima di confermare o respingere lo storno.

Il diritto di recesso e il chargeback sono la stessa cosa?

No: il recesso (14 giorni, art. 52 Codice del Consumo) è un diritto di ripensamento verso il venditore, senza bisogno di motivazione. Il chargeback è una contestazione con la banca per un problema concreto con l'acquisto.

Quali documenti servono per aprire un chargeback?

Prova d'acquisto, comunicazioni col venditore, prova del problema (tracking, foto, conferma di disdetta) ed estratto conto con l'addebito contestato.

Guide correlate

Informazioni sulla guida

Questa pagina non contiene link affiliati: i link ai servizi citati portano alle guide interne del sito, non a link di invito. Stessa scelta fatta per la guida sulla sicurezza digitale — sui contenuti di tutela voglio zero conflitti di interesse (leggi la pagina Trasparenza).

Fonti: regole generali dei circuiti Visa e Mastercard sul chargeback (procedura contrattuale, non normativa), pagine ufficiali di assistenza di N26, Wise, Revolut e HYPE sulla gestione delle contestazioni, art. 52 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) sul diritto di recesso, documentazione Banca d'Italia sulla distinzione tra operazioni non autorizzate (D.Lgs. 11/2010) e altre contestazioni di pagamento. Le condizioni esatte possono variare da banca a banca e nel tempo: in caso di dubbio fa fede il contratto del proprio conto. Questa guida è informativa e non sostituisce una consulenza legale personalizzata.

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